La Parigi peccatrice di Anais Nin
Sunday 25 February 2007
Parigi peccatrice, Parigi città della perdizione: in un immaginario tardo ottocentesco la ville lumiere si trasforma in capitale della bohème, la vita sregolata dei giovani spiantati di buona famiglia.
Ma la bohème, quella raccontata da Puccini nell’opera del 1895, presto cederà il passo a passioni più osè. E’ il turno di Anaïs Nin che nei suoi racconti erotici - scritti inizialmente sotto pseudonimo maschile assieme al letterato americano Henri Miller - celebra una vita trascorsa fra stanze da letto barocche e bordelli di lusso a fumare oppio.
Si tratta di racconti commissionati da un ignoto collezionista di libri che tengono insieme le necessità di un prodotto erotico ‘di consumo’ con la sensibilità e le atmosfere create dall’autrice, raffinata intellettuale ed appassionata esperta di psicoanalisi.
Il Delta di Venere, la sua più nota raccolta di racconti erotici, diventa una sorta di celebrazione della donna nuova degli anni fra le due guerre: capello corto, libertà sessuale e un’intraprendenza fino a quel momento riservata esclusivamente al mondo maschile.
E la stessa Anais Nin ne è l’icona, sperimentando sulla sua pelle amori travolgenti, da Henry Miller all’appassionata relazione con la di lui moglie, June Mansfield, incontro poi descritto dalla scrittrice nei suoi Diari in questi termini: “quando June mi è venuta incontro , ho visto per la prima volta la donna più bella del mondo.”
Da Parigi, la letteratura erotica si diffonde poi tra gli strati più colti della borghesia europea creando un gusto ancora oggi capace di evocare modelli precisi di erotismo.
In anni più recenti il ruolo di capitale del peccato è stato assunto da altre città (Amsterdam, Budapest), moderne vetrine di una sessualità di consumo più esplicita e accessibile, ma il fascino di una Parigi romantica, lasciva e libertina rimane saldo nell’immaginario di tutto il mondo.








