Archivio della Categoria 'Racconti'

La tradizione dell’esposizione delle lenzuola

Wednesday 2 May 2007

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Prima dei detersivi che lavano più bianco, prima delle lavatrici in ogni casa e prima delle laundry automatiche a gettoni, fare o non fare il bucato poteva voler dire molto altro.

E già, perché l’onore andava non solo dichiarato e difeso ma anche dimostrato.

E così la tradizione, rimasta viva fino a pochi anni fa in molte zone del Sud Italia,  prevedeva che dopo la prima notte di nozze le lenzuola che avevano ospitato gli sposi venissero esposte in bella vista. Sul terrazzo, alla finestra, al balcone, non importa dove, l’importante è che dimostrassero con le tracce di sangue che la sposa fosse arrivata effettivamente illibata al letto matrimoniale.

Da questa tradizione, di origine incerta ma diffusa anche in altre zone del Sud del Mediterraneo e in alcuni gruppi nomadi, derivavano quindi mormorii e dicerie sui sistemi possibili per far sì che la ‘prova’ ci fosse comunque. Anche quando la sposa illibata non era, o magari, più semplicemente e assai più di frequente, il sangue non c’era.

Se anche la fisiologia avesse dovuto giocare un brutto scherzo rifiutandosi di rispettare l’etichetta delle macchie dell’onore, il sangue infatti in qualche modo doveva finire su quelle lenzuola…

Per fortuna oggi questa tradizione si è persa. Gli incolpevoli polli e galline dei cortili che per anni si son dovuti far carico della prova ringraziano sentitamente.

La Parigi peccatrice di Anais Nin

Sunday 25 February 2007

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Parigi peccatrice, Parigi città della perdizione: in un immaginario tardo ottocentesco la ville lumiere si trasforma in capitale della bohème, la vita sregolata dei giovani spiantati di buona famiglia.

Ma la bohème, quella raccontata da Puccini nell’opera del 1895, presto cederà il passo a passioni più osè. E’ il turno di Anaïs Nin che nei suoi racconti erotici - scritti inizialmente sotto pseudonimo maschile assieme al letterato americano Henri Miller - celebra una vita trascorsa fra stanze da letto barocche e bordelli di lusso a fumare oppio.

Si tratta di racconti commissionati da un ignoto collezionista di libri che tengono insieme le necessità di un prodotto erotico ‘di consumo’ con la sensibilità e le atmosfere create dall’autrice, raffinata intellettuale ed appassionata esperta di psicoanalisi.

Il Delta di Venere, la sua più nota raccolta di racconti erotici, diventa una sorta di celebrazione della donna nuova degli anni fra le due guerre: capello corto, libertà sessuale e un’intraprendenza fino a quel momento riservata esclusivamente al mondo maschile.

E la stessa Anais Nin ne è l’icona, sperimentando sulla sua pelle amori travolgenti, da Henry Miller all’appassionata relazione con la di lui moglie, June Mansfield, incontro poi descritto dalla scrittrice nei suoi Diari in questi termini: “quando June mi è venuta incontro , ho visto per la prima volta la donna più bella del mondo.”

Da Parigi, la letteratura erotica si diffonde poi tra gli strati più colti della borghesia europea creando un gusto ancora oggi capace di evocare modelli precisi di erotismo.

In anni più recenti il ruolo di capitale del peccato è stato assunto da altre città (Amsterdam, Budapest), moderne vetrine di una sessualità di consumo più esplicita e accessibile, ma il fascino di una Parigi romantica, lasciva e libertina rimane saldo nell’immaginario di tutto il mondo.