L’icona della mistress: Betty Page
Sunday 18 February 2007
Il 22 aprile del 1923 nasceva a Nashville, Tennessee, Bettie seconda fglia di Roy Page e Edna Mae Pirtle. Le condizioni economiche della famiglia erano disastrose e Bettie crebbe in un ambiente difficile e violento. Chi avrebbe detto mai che quella ragazzina, fragile e indifesa, sarebbe diventata in pochi anni Betty Page, ovvero uno dei simboli sessuali più ambiti dell’epoca?
Secondo molti fu lei la prima pin up e anche senza voler esagerare certo è che Betty è sicuramente uno dei miti più longevi dell’industria del sesso se ancora oggi a lei sono dedicati migliaia di siti, fan club in tutto il mondo e recentemente anche un film.
Bettie fu lanciata da Playboy e in pochi anni diventò il simbolo di una femminilità totale, alla quale continuarono a ispirarsi per anni artisti e disegnatori. Una serie di sfortunati matrimoni e forse la bionda rivale Marylin Monroe le fecero presto perdere il primato e dagli anni Sessanta Bettie sparì ritirandosi a vita privata.
Bettie Page fu la prima modella a giocare con il bondage e con le prime foto fetish e sadomaso pubblicate su riviste come “Play Boy”, “Whisper”, “Wink”, “Taboo”, “Bizzarre”.
Dal catfight (zuffe di ragazze che si accapigliano e atterrano a vicenda), al bondage passando per ruoli da mistress e l’uso frequente dello spanking (per i non avvezzi, “l’arte della sculacciata”). La sua attività ispirò, fra l’altro, la prima grande inchiesta governativa americana sulla pornografia nel 1955.
Messi da parte i bikini fiorati e le crinoline, è l’armamentario feticista, nero e lucidissimo, a uscire allo scoperto per la prima volta. Corsetti e corpetti, tacchi vertiginosi e maschere di pelle, fruste e frustini… Betty Page era tutto questo e lo era in pieni anni Cinquanta.
Una nota in chiusura: avete presente quelle frangette nere e corte che tanto vanno di moda oggi? Beh, la prima frangetta del genere fu proprio quella della mitica Betty.













