sesso e politica

I rapporti fra sesso e politica sono sempre agli onori delle cronache. Basti pensare che per ultimo anche il presidente israeliano Katsav è stato accusato di molestie sessuali. Di solito comunque (visto che in fondo la vita sessuale degli individui dovrebbe essere un fatto privato) il sesso viene utilizzato come un clava contro l’avversario in momento particolarmente infelici della battaglia politica.
Questo è successo con il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e la stagista Monica Lewinski: la tresca con la giovane donna obbligò il presidente a ritirarsi per un bel po’ dalla vita politica, era in tempi assai recenti, correva l’anno 1995.
In Italia il caso più celebre in questo senso è la morte di Wilma Montesi, torbida vicenda ancora non spiegata nei suoi particolari dopo cinquanta anni. Già, perché del caso Montesi se ne è molto parlato e si continua parlarne. La Montesi sarebbe morta, forse per overdose di droga, forse per un semplice malore, durante un’orgia, in una villa del marchese Ugo Montagna.
Alla ‘festicciola’ in questione avrebbe preso parte il musicista Piero Piccioni, figlio di un importante notabile democristiano, il già ministro degli Esteri Attilio Piccioni, destinato ad ereditare da Alcide De Gasperi la leadership della Democrazia Cristiana, il più importante partito di governo. La morte della Montesi diventa quindi il grimaldello per scalzare all’interno della DC gli avversari e farsi largo verso la direzione del partito.
Il caso coinvolge anche il questore di Roma, Saverio Polito, accusato di insabbiare le prove. Il caso Montesi – sul quale la stampa italiana, divisa per appartenenza politica, seppe dare il peggio di sé - si trascinerà per oltre quattro anni. Fino al 27 maggio 1957, quando il Tribunale di Venezia manderà assolti con formula piena Piccioni, Montagna, Polito e altri nove imputati minori, rinviati a giudizio nel giugno 1955. Ancora oggi la morte di Wilma Montesi resta un mistero.
Per approfondimenti sul caso Montesi vi consigliamo “Il caso Montesi” di Francesco Grigneti.






31 January 2007 alle 01:22
la cosa più impressionante del caso lewinski non era la faccenda in sè, quantunque rimarchevole, quanto l’improbabile frangetta bombata anni ottanta della monica…
minnie dixit