Da gola profonda all’hard core di largo consumo

deep-throat.jpg

Da Gola profonda all’hard core di largo consumo il passo è stato breve: come dire dalla pellicola al video, dal porno per pochi al porno per tutti.

Con indubbie caratteristiche geopolitiche. Se infatti nel 1972, quando il film culto esce negli USA, il meglio arrivava ancora prevalentemente dagli Stati Uniti, con gli anni le cose cambieranno radicalmente e i progressivi passi della globalizzazione segneranno in modo indelebile il volto del porno.
Ma partiamo dall’inizio, ovvero dalla storia di Linda e Damiano. E da quel popolo dei raincoat crowd (ovvero gli abituali frequentatori dei cinema a luci rosse) che nel 1972 cambiano per sempre il modo di intendere la pornografia e danno corpo alla rivoluzione sessuale nel suo aspetto di rappresentazione estrema.
Gerard Damiano, il produttore, gira il film con Linda Traynor, in arte Linda Lovelace. In Italia uscirà nel 1977 con il titolo de La vera gola profonda: la storia di una giovane donna in cerca di un orgasmo mai provato e che raggiungerà con la tecnica della deep throat. Il successo di pubblico è immediato ovunque, il porno diventa per tutti, uomini e donne. Ovviamente la reazione della censura è immediata e il film viene coinvolto in numerosi processi da cui però esce indenne, rimanendo in programmazione nella sola città di New York fino al 1980.
Dopo Gola profonda il cammino della pornografia di massa ha visto nascere miti come Cicciolina, Jessica Rizzo, Moana Pozzi (incontrastata numero uno italica) e Eva Henger tra le donne. Tra gli uomini, Jhon Holmes, Robert Malone, Rocco Siffredi e recentemente Franco Trentalance.
Le star a luci rosse sono diventate protagoniste del mondo dello spettacolo come altre. Forse per questo Moana arriva a dire: “Faccio in pubblico quello che molte altre fanno sui divani dei produttori”. Lei morirà nel 1994 proprio mentre ad Assago apre la prima edizione di Mi-sex e il pubblico è talmente vasto che si creano ingorghi sulle autostrade”.

I film diventano più accurati, ricchi di trama e si sfiora l’impegno politico. Ursula Cavalcanti gira una pellicola con partigiani e fascisti e scoppia quasi uno scandalo che anima le discussioni perfino sui giornali di partito. Si arriva alle grandi interpreti dell’Est e lanciate dalla scuderia di Schicchi e, dopo Cicciolina (che dalle scale dei set porno arriva agli scranni di Montecitorio), sboccia il periodo di Eva Henger che dopo aver insidiato perfino la fama delle attrici americane, si ricicla in conduttrice di Paperissima Sprint.

Finito un mito, comunque, se ne creano altri e la storia continua.
Con le luci rosse sempre ben accese.

3 Commenti a “Da gola profonda all’hard core di largo consumo”

  1. minnie scrive:

    da quel che so mi risulta però che la protagonista della pellicola in questione dichiarò a seguire di non essere affatto contenta del film e di essere anzi stata ingannata e traviata…
    pudore ex post, verità o delirio?

    minnie dixit

  2. Piero Barilli scrive:

    mi ricordo di aver letto un articolo su selen, altra famosa attrice porno, che affermava di aver avuto una sorta di illuminazione che l’ha portata a lasciare il porno..
    certo che dopo 50 film porno, parlare di illuminazione mi sembra un po’ tardivo…
    ;)

  3. panzer scrive:

    come claudia koll…partita da tinto brass ed arrivata alle meditazioni di teresa di lisieux… mah..

Scrivi un commento