L’icona della mistress: Betty Page

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Il 22 aprile del 1923 nasceva a Nashville, Tennessee, Bettie seconda fglia di Roy Page e Edna Mae Pirtle. Le condizioni economiche della famiglia erano disastrose e Bettie crebbe in un ambiente difficile e violento. Chi avrebbe detto mai che quella ragazzina, fragile e indifesa, sarebbe diventata in pochi anni Betty Page, ovvero uno dei simboli sessuali più ambiti dell’epoca?

Secondo molti fu lei la prima pin up e anche senza voler esagerare certo è che Betty è sicuramente uno dei miti più longevi dell’industria del sesso se ancora oggi a lei sono dedicati migliaia di siti, fan club in tutto il mondo e recentemente anche un film.

Bettie fu lanciata da Playboy e in pochi anni diventò il simbolo di una femminilità totale, alla quale continuarono a ispirarsi per anni artisti e disegnatori. Una serie di sfortunati matrimoni e forse la bionda rivale Marylin Monroe le fecero presto perdere il primato e dagli anni Sessanta Bettie sparì ritirandosi a vita privata.

Bettie Page fu la prima modella a giocare con il bondage e con le prime foto  fetish e sadomaso pubblicate su riviste come “Play Boy”, “Whisper”, “Wink”, “Taboo”, “Bizzarre”.

Dal catfight (zuffe di ragazze che si accapigliano e atterrano a vicenda), al bondage passando per ruoli da mistress e l’uso frequente dello spanking (per i non avvezzi, “l’arte della sculacciata”). La sua attività ispirò, fra l’altro, la prima grande inchiesta governativa americana sulla pornografia nel 1955.

Messi da parte i bikini fiorati e le crinoline, è l’armamentario feticista, nero e lucidissimo, a uscire allo scoperto per la prima volta. Corsetti e corpetti, tacchi vertiginosi e maschere di pelle, fruste e frustini… Betty Page era tutto questo e lo era in pieni anni Cinquanta.

Una nota in chiusura: avete presente quelle frangette nere e corte che tanto vanno di moda oggi? Beh, la prima frangetta del genere fu proprio quella della mitica Betty.

6 Commenti a “L’icona della mistress: Betty Page”

  1. melissa scrive:

    oooooooooooops
    anche io ho quella frangetta ;)

  2. laura r. scrive:

    In tutte le foto che ho trovato di betty page c’è spesso l’uso di corde e lacci per legare braccia e piedi, ma mail l’uso delle manette.
    E’ plausibile che la moda delle manette sia successiva?

  3. minnie scrive:

    oibò, scrissi commento giorni orsono ma mai venne pubblicato… censura in un blog che ha una sezione che si chiama senzacensura? singolare, nevvero?

    minnie dixit

  4. ilovesuicidegirls scrive:

    le suicide girls le conoscete? degne figliole di betty page no? slurp!!! :P

  5. history scrive:

    ciao minnie, scusaci tanto..

    probabilmente il tuo commento è stato cancellato per sbaglio
    è che in alcuni giorni arrivano tanti commenti di spam e dobbiamo cancellarli, quindi forse il tuo commento è finito erroneamente fra quelli cancellati

    riscrivilo, ti va?
    ciao

  6. martina scrive:

    betty page è una delle mie eroine!

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