lo scandalo Profumo

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Chi si ricorda del caso Profumo?

Nel 1963 si scoprì che il ministro della difesa britannico, John Profumo, uno dei più importanti membri del Gabinetto conservatore di Harold Macmillan, era implicato in un giro per niente chiaro di prostituzione e squillo di lusso. Fin qui niente di strano verrebbe da dire.

Ma i motivi dello scandalo non furono soltanto di natura morale. La sua amante a pagamento, Christine Keeler (la graziosa signorina ritratta nella foto) infatti intratteneva lo stesso tipo di rapporti con il diplomatico russo Eugene Ivanov. Non si trattava evidentemente di un dettaglio di poco conto in piena guerra fredda, ma l’elemento che maggiormente destò sospetto fu l’iniziale strategia di Profumo di fronte alle prime interrogazioni sull’argomento: negare, negare, negare, come da prassi consolidata da generazioni e generazioni di uomini.

Dopo poco più di due mesi Profumo fu però costretto ad ammettere la sua relazione, e conseguentemente a riconoscere di avere mentito niente meno alla Camera dei Comuni, ovvero il parlamento britannico, ovvero allo Stato.

Profumo fu costretto a dimettersi e con lui cadde il governo.

Lo scandalo Profumo - oggi anche un film - fu uno dei più importanti scandali a sfondo sessuale del dopoguerra e della vicenda si continuò a parlare per anni, tanto che la Keeler - vera antesignana in questo settore - decise di vendere in esclusiva racconti e retroscena della vicenda al miglior offerente fra i tabloid scandalistici inglesi.

Il caso Profumo si può considerare l’antecedente diretto del caso Clinton, se non fosse per il particolare certo non insignificante della par condicio concessa dalla Keeler al politico inglese e al diplomatico russo in un contesto e in un momento storico in cui dominava la guerra fredda.

In amore e in guerra non tutto è lecito.

6 Commenti a “lo scandalo Profumo”

  1. karl8 scrive:

    MA LA LEWINSKY CHE ORIGINE AVEVA CON QUEL COGNOME??? NIENTE NIENTE ERA UNA SPIA ANCHE LEI?

  2. piero scrive:

    avete dimenticato queste vere o presunte tali coppie, che hanno fatto o fanno ancora parlare di se: Togliatti e la Jotti, Craxi e Moana Pozzi (e Sandra Milo, e Anja Pieroni), i baci sul Lungotevere fra Giovanna Melandri e Nicola Piovani, Giuliano Urbani e Ida di Benedetto, e poi Veronica Lario Berlusconi e Massimo Cacciari. E poi c’è Fiona Swarovski. Che ha messo nei guai (o ci si è messo da solo, dipende dai punti di vista) il ministro delle Finanze austriaco Karl Heinz Grasser, la cui fidanzata, viste pubblicate le foto dei due che si baciavano, ha pensato bene di spaccargli la Porsche a mazzate, o l’ex ministro inglese Blunkett, che dopo aver chiuso una storia con una giornalista, si è visto finire sulle prime pagine di tutti i giornali per le confessioni della ex.. Per arrivare all’ultimo caso, quello del nostro caro Sircana, ancora da chiarire e che ha già stufato… insomma non si finisce mai di imparare…

  3. manko pocaz scrive:

    Carina la storia della squillo bipartisan.. non mi è chiaro se oltre all’imparzialità, la signorina concesse anche informazioni all’una o all’altra parte…

  4. albe scrive:

    Veronica Berlusconi e Cacciari??
    mah..

  5. pino scrive:

    io c’ero…

  6. kgb scrive:

    Questo episodio mi ha molto incuriosito e sono andato a cercare che fine fece ivanov. Quando torno in russia, la moglie lo lasciò e il cremlino gli rifiutò gli onori che gli sarebbero spettati in seguito alla sua missione. Per questo cominciò a bere molto. Nel ‘93 ha incontrato la keeler e in seguito le ha mandato una lettera dove si scusava per averla utilizzata per estorcerle segreti militari…

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