Il processo per stupro

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Nel 1978 un’Italia ancora profondamente reazionaria e machista deve fare i conti con la sua componente progressista e femminista, figlia della rivoluzione sessuale ancora in atto, in un processo a porte aperte e sotto l’occhio delle telecamere e dell’opinione pubblica, un “processo per stupro”. È la prima volta che la televisione entra in un tribunale, sollevando così il velo del silenzio, della vergogna, dei pregiudizi che ha da sempre celato, in qualche modo giustificandola, l’affermazione di un principio di dominio dell’uomo attraverso il sesso.
Al banco degli imputati “quattro bravi ragazzi sposati e con prole”, accusati pubblicamente di aver violentato una ragazza romana in una villa nei pressi di Latina, l’anno precedente.
Lei, la vittima, si chiama Fiorella e di cognome fa “Tutte le donne”.
Si, perchè in quell’aula di tribunale non si chiede giustizia solo per Fiorella ma per tutte le donne che sono state violentate e che hanno patito in tribunale un prolungamento in forme mutate della violenza già subita.
Nel 1978 in Italia lo stupro era ancora reato contro la morale, e non contro la persona; la linea processuale consisteva nel far apparire la donna come complice consenziente, preda conquistata e felice, se non femmina adescatrice e quindi, pregiudizialmente, una prostituta.
Ma Tina Lagostena Bassi, avvocato di Fiorella, vuole innanzitutto un rovesciamento dei valori, un cambiamento radicale: non la vittima sul banco degli imputati, la sua vita, le sue abitudini, la sua storia sessuale; non più novelle Artemisia torturate e umiliate da una giustizia che tutela i suoi figli ma non le sue figlie.
Attraverso la difesa di una donna, Tina Lagostena Bassi vuole combattere un modo di pensare e di parlare che dentro e fuori dai tribunali contrabbanda la violenza come fenomeno naturale, comune, normale. La sessualità maschile violenta, la sua supremazia, è un fatto di cultura, non di natura, e come tale va scardinato.
La condanna agli imputati sarà lieve, poco più di un anno, scarceramento immediato grazie alla libertà provvisoria e una multa di 2 milioni di lire, la stessa cifra che le due donne avevano rifiutato come risarcimento prima del processo, in nome della giustizia. Alla lettura della sentenza le madri mogli sorelle degli imputati saltano di gioia per l’esiguità della pena. Ma una condanna c’è stata, la violenza è stata commessa e pubblicamente riconosciuta.

7 Commenti a “Il processo per stupro”

  1. desiree scrive:

    è stato di certo un grande passo avanti nella lotta per i diritti delle donne…ma quanti passi indietro? Troppi, anche oggi. Vogliamo parlare della storiaccia dei jeans (troppo stretti per essere strappati e quindi se dici che hai subito violenza stai mentendo??? in fondo il 1999 è l’altro ieri)

  2. Maurizio scrive:

    la storia dei processi per stupro è segnata da vicende veramente incredibili..

    a tutt’oggi, le condanne variano dai 5 ai 12 anni, mentre, per esempio, per spaccio, si va dai 6 ai 20…
    è incredibile tutto ciò, ma per cambiare è necessaria una presa di posizione, come in Spagna, da parte degli Uomini, oltre che delle Donne..

    quanto siamo ancora lontani da quel momento in Italia…..

  3. gemma scrive:

    il ‘78 è passato da neanche 30 anni e ancora oggi una quantità incredibile di violenze sulle donne viene taciuta per paura del giudizio della gente. Quanta strada devono ancora fare le donne?

  4. rende scrive:

    questo caso mette i brividi.. avevo sentito parlare di questioni simili ma sentirlo così, legato ad un processo reale con nomi e cognomi mi mette i brividi…

  5. cinzia scrive:

    parliamo tanto ma poi cosa facciamo effettivamente? quante donne in altre parti del mondo non possono vivere? diamoci una mossa e guardiamo al di la del nostro “POSTO SICURO”

  6. giacomo scrive:

    come dice cinzia il mondo è pieno di casi come e peggio di questo che accadono ORA in altre parti del mondo…mi sembra ipocrita scandalizzarsi per un caso simile accaduto in italia quando, ripeto, in questo momento, qualcosa di molto peggio sta succedendo in qualche parte del mondo.

  7. pam scrive:

    questa è pura demagogia…
    allora non facciamo niente contro la guerra perchè tanto il mondo esploderà… non facciamo niente contro la violenza sulle donne perchè tanto da qualche parte qualche uomo sta uccidendo una donna, etc etc…
    non si può ragionare così!!

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